All’inizio del 2023, la Tunisia ha adottato una strategia nazionale ambiziosa di transizione ecologica (SNTE) all’altezza delle sfide e delle opportunità di un tale processo, la cui rilevanza è oggi evidente, poiché non è concepibile per il paese rimanere al di fuori dell’evoluzione globale. Infatti, la triplice crisi ecologica globale, in termini di inquinamento da plastica, perdita di biodiversità e effetti disastrosi dei cambiamenti climatici, si fa dolorosamente sentire in Tunisia.
Il modello di sviluppo della Tunisia si è basato a lungo su un’intensa sfruttamento delle risorse naturali (suoli, acque, foreste, coste, risorse minerarie…), ma oggi il capitale naturale strategico del paese è minacciato, situazione aggravata dalla scarsità e vulnerabilità delle risorse naturali e degli ecosistemi, colpiti duramente dagli effetti dei cambiamenti climatici.
Inoltre, la gestione ambientale del paese presenta varie lacune legate alle modalità di governance, pianificazione economica e territoriale, allo stanziamento delle risorse di bilancio e alla scelta dei modelli di produzione e tecnologie, in particolare per quanto riguarda l’utilizzo delle risorse naturali per la produzione alimentare e la gestione dei rifiuti solidi e liquidi.
Oltre a queste sfide endogene, la Tunisia si trova ad affrontare minacce globali esogene: il riscaldamento globale e le sue conseguenze, la perdita di biodiversità e l’estinzione delle specie, l’inquinamento marino, in particolare nel Mediterraneo, compreso quello da plastica, e l’aumento della produzione di rifiuti.
Per affrontare tali sfide, la Strategia nazionale di transizione ecologica per il periodo 2035-2050 si basa sulla promozione del benessere umano, sia materiale che immateriale, sul conseguimento dell’equità sociale e della giustizia intra e intergenerazionale, sull’inclusione dell’ambiente in tutte le sue componenti come un insieme di sistemi integrati e complessi, di cui fa parte l’antroposistema, sulla ricerca continua e progressiva della sostenibilità in tutte le sue dimensioni, puntando in una prima fase all’allineamento con gli obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030, sulla valorizzazione di tutto il patrimonio nazionale naturale, culturale e civile, nonché sulla partecipazione di tutti gli attori socio-economici: settore pubblico, settore privato, società civile e cittadini.
La SNTE mira quindi a garantire la perpetuità del capitale naturale, migliorando al contempo l’efficienza delle risorse nelle attività di sviluppo, come descritto nei suoi cinque assi declinati in 53 misure, interagenti tra loro e con le strategie, piani e programmi d’azione nazionali esistenti o in corso di elaborazione in tutti gli altri settori, nonché con gli strumenti internazionali firmati e ratificati dalla Tunisia in materia di ambiente, sviluppo sostenibile e lotta ai cambiamenti climatici, il tutto destinato a essere oggetto di programmi di intervento da avviare immediatamente, in armonia con il Piano di sviluppo 2023-2025, la Visione Tunisia 2035, il programma di riforme strutturali avviato dal Governo e tutte le altre strategie settoriali (energia, industria, trasporti, turismo, salute, istruzione, ecc.).
I cinque assi della SNTE sono i seguenti:
- Instaurare una governance istituzionale sistemica, intersettoriale e territoriale e mettere a disposizione sistemi di finanziamento adatti e accessibili.
- : Rafforzare le capacità di adattamento e resilienza dei settori, degli ambienti e delle popolazioni rispetto ai cambiamenti climatici e ai loro effetti, ridurre l’intensità di carbonio per raggiungere la neutralità entro il 2050, minimizzando al contempo i rischi di catastrofi.
- Garantire una gestione razionale delle risorse naturali, preservare e ripristinare gli ecosistemi (terrestri e marini).
- ed eradicare a lungo termine i punti critici di inquinamento, bonificare e ripristinare i siti inquinati.
- Sviluppare la cultura ambientale, le scienze, la conoscenza e la qualificazione delle risorse umane nei settori della protezione dell’ambiente, dello sviluppo sostenibile e della lotta agli effetti dei cambiamenti climatici e diffondere questi valori tra i vari attori.
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